Secondo Kandisnsky,tra opera d'arte,e spiritualità,c'era un nesso strettissimo.
Infatti tramite le sue opere,lui attribbuiva il colore,che potesse dare allo spettatore due tipi di effetti:l'effetto fisico,basato su sensazioni momentanee,e l'effetto psichico,in quanto il colore,riesce a raggiungere l'anima.Utilizzò una metafora musicale:Seppur un pittore della corrente astrattistica,lui riusciva a dare in tutto quel che componeva,
una forma materiale e comprensibile,anche impercettibilmente,anche attreverso l'animo..con quella sua particolarità,nell'associare i colori,e darne un senso,dare un senso anche in ogni linea tracciata.Forse anche io sono un pò come il "Fiume d'autunno"
tutti i colori combinati insieme,per rappresentare il tutto e il niente..A volte dò così tanto,e cosi tanto poco altre..
Non si è più disposti ad ascoltare,a dare torto o ragione,a consolare,a rispettare,a perdonare. Si è disposti solo a ferire ed essere feriti. Resta solo una grande taglio senza ago e filo.

sabato 25 agosto 2012

Animali? Quali animali?

C'era chi si librava in cieli immensi volando fra i proprio sogni come gli uccelli.
Chi sprofondava in oceani di dolore nuotando nei più remoti abissi come i pesci.
Io,invece,restavo salda coi piedi sulla terra forma come il più viscido e comune mortale,l'uomo.

mercoledì 25 aprile 2012

Oggi come domani e come dopodomani

Partiamo dal presupposto che ognuno è libero di fare le proprie scelte. Se te ne vuoi andare te ne vai,se vuoi tornare torni,se vuoi restare resti,ma ad una condizione,che qualsiasi cosa tu scelga di fare, devi dare sempre una motivazione a chi ti perde,ti riprende e resta accanto.


mercoledì 16 novembre 2011

Rimbaud dice giusto.


Il mondo è assetato d'amore: Tu lo placherai.

mercoledì 24 agosto 2011

Tratto dal mio mini-romanzo "Verde di te"




Quando stai abbandonando una persona che potresti non rivedere mai più,come ti senti?

Avverti dolore,tristezza,amarezza.

Io non sentivo niente.

Anzi,persi la completa percezione del corpo e
dello spazio circostante.






[In photo Eleonora by me]

venerdì 22 aprile 2011

Gli occhi di un uomo


Cosa pensereste,se vi trovaste faccio a faccia con un uomo.

Guardarlo negli occhi e vedere dolore.

Occhi che piangono senza versare lacrime.

Un passato inimmaginabile,dover affrontare tutto.

Cambiare per poter sopravvivere.

Che ha perso un padre,che ha perso una madre.

Che si costruisce una famiglia,che riceve quell'amore che non ha potuto avere da bambino.

Cosa pensereste se guardaste quest'uomo ormai 40'enne,e che avesse perso quell'amore che aveva lottato e fatto passi da gigante per poterlo assaporare.

Che perde una figlia,che perde una moglie,che perde una casa.

Cosa pensereste se guardandogli negli occhi lucidi,lui vi dicesse che ha fallito,che ha fallito in questa miseria vita.

Cosa pensereste se guardandogli negli occhi,riuscisse a trasmettervi un 10% della sua sofferenza,e su di vuoi peserebbe come se fosse il 100%

Cosa pensereste,che quest'uomo ormai non ha più niente.

Cosa pensereste se quest'uomo fosse vostro padre.
[Photo by me]

giovedì 6 gennaio 2011

D.


Era una donna,
solo che nessuno ancora se n'era accorto..

Era fresca,solare e altruista,che forse non aveva goduto appieno della sua infanzia.Ma malgrado questo non aveva alcuna intenzione di arrendersi di fronte al suo destino.

Piangeva e sorrideva come qualsiasi altra.
Le piaceva abbigliarsi per bene,truccarsi ed acconciarsi i capelli.

Non era brutta nè bella.
Aveva un carattere forte,e qualsiasi suo amico poteva appoggiarsi alla sua spalla.
Non chiedeva niente in cambio.

Nessuno però,la considerava come una donna da amare.
Malgrado le sue belle capacità non capiva il perchè nessun uomo fosse in grado di starle accanto e concederle il suo affetto.

Forse perchè nessuno la considerava realmente per quello che era.

Una donna.

[Photo by me]

mercoledì 24 novembre 2010

Novembre


Mi affacciai dalla finestra della mia stanza.
La punta del mio naso si congelò istantaneamente.

Improvvisamente gli odori tipici del periodo invernale si fecero intensi,quasi da farmi girare la testa.Molto nitidi e densi,come se si potessero ingoiare.
L'odore tipico,presente nei presepi,di quella legna bruciata mista alla terra.Le castagne arrosto,che lasciavano andare la loro fragranza trasportata e cullata dal vento gentilmente freddo.
Persino il freddo stesso,che aspiravo dal naso,ghiacciandomi narici,setto,arrivandomi al cervello e all'interno del petto,persino quello per me è un odore.

Sin da piccola sono stata legata all'accostamento di colori ed odori sui periodi dell'anno o sulle persone.
Non saprei immaginarmi un inverno che odora di salsedine,oppure un estate che odora di minestrone caldo.
Fui rapita da queste sensazioni che sapevo sarebbero rimaste dentro di me,come un segno indelebile.
Malgrado la banalità del momento,mi rendevo conto che poteva darmi un adeguato senso di pace.Un attimo solenne,che per un istante mi aveva reso felice e serena.

Mi bastava solo questo,una finestra,ed aria da annusare.
[Photo by me]

venerdì 6 agosto 2010

ObiettivaMente


Di quelle strade ne raccoglievo mille sfaccettature.

Ogni angolo raccontava una storia,una vita.
Si udivano le voci della gente,provenire dalle case.

Uomini che si preparano per il lavoro,donne che cucivano a mano.

Bambini per strada sorridenti,a bere alla fontanella del paesino.

Il sole batteva bello sulle finestre,perforando con sottili raggi ma intensi le fughe dei mattoncini degli edefici.

Ogni strada aveva i muri intrinsechi dalla fragranza del vino.
Un odore asfissiante,quasi nauseabondo.

Il verde decorava le case in decadenza,
e le stradine dalle pietre di luserna e porfido
caratterizzavano il tutto.

Il frammento di un istante intatto,perfetto,immobile,
all'ombra di un click fotografico..
[In photo degli squarci di pozzo di gotto by me]

martedì 29 giugno 2010

Tiro al segno.


Spara con tutta la forza e la tecnica che hai.
Che conosci e sai applicare.

Colpisci il punto giusto o quello sbagliato,ma colpisci.
Se sbagli avrai altri colpi per poterci riuscire.
Se ci riesci avrai altri colpi per marcare il punto messo a segno.

Tu sei colui che spara.
Io il tuo bersaglio.


Ed ho bisogno di essere segnata dentro.
Ti concedo quanti spari vuoi.

Ma spara,spara ancora.

[Photo by me]


lunedì 7 giugno 2010

Nelle mani di?


Sarà questa primo brodo di vento,che ci fa sudare..
Mi piace questa sensazione,purchè sgradevole..appiccicosa e sudata,accaldata ma contenta.
Perchè alla fine,il sole mi fa ridere,per quanto possa far surriscaldare il corpo,mi rende felice.
I caldi raggi,non più deboli come una giornata di marzo,ormai forti,imponenti e belli.

I pomeriggi a riunirsi li,tra le panchine di sempre,con gli amici di sempre,con i volti di sempre,i sorrisi di sempre,le storie di sempre..
Passano veloci,fino alla sera,raccontando un pò di noi,a pezzo a pezzo,intensificando sempre di più il nostro legame..

E' piacevole..un piacere destinato a finire,come tutti.
Sarà il mio modo di essere pessimista,ma mi piace pensare di non avere tempo,malgrado sia malinconico.Mi diverte l'idea,che un giorno racconterò ai miei figli le banalità che andavo a fare da ragazzina,mi piace proiettarmi nel futuro e giocare con una figura,una Samantha donna,grande,matura,con una famiglia,come mia madre fa ora con me..
E mentre penso ciò,mi rendo anche conto,che tutto quello che avrò da raccontare,ai miei figli,ai miei nipoti,devo farlo ora!
Solo ora è il tempo di poter essere immaturi,irrazionali,sconsiderati,incoscienti,ingenui,ed infantili.
Ora che siamo i "mantenuti" della nostra età.

Siamo nelle nostre mani,anche se ormai non ci fidiamo più nemmeno di noi stessi.
Però il personaggio principale siamo noi,i miei errori,le azioni buone..non mi pento di nulla.

[In photo Peppe&Peppe by me]

domenica 9 maggio 2010

Punti di vista

Si nasce in fuga,con i piedi che già corrono,con gli occhi che già piangono,con un sorriso che non avrà mai soluazione.
Siamo disposti ad accettare tutto tranne quello che siamo. Il futuro non esiste, è solo un racconto inventato. Avanti, che cosa è il passato? Niente, non c'è.
, ci sono le tracce che ci portiamo addosso, ma queste non sono memoria effettiva quanto logoramento. L'uomo è un logoramento del niente che da un passato che non c'è si consuma con la menzogna di un futuro che non potrà mai arrivare. La rinuncia ai propri sogni non è altro che l'avvento di una coscienza che crolla.
Filippo Timi.
Esserne d'accordo o meno?
d'altronde non abbiamo prove che ci manifestino il contrario,per quanto possa essere un pensiero pessimista,è questo..
Poi possiamo deciderne se consapevoli di ciò,possiamo pensarla ed interstardirci su questo concetto,o non pensarci ed avere un pensiero ottimista ignorando la realtà..
Ma infondo,realtà cos'è?
Come possiamo essere certi noi che quello che diciamo è reale?Che senso avrebbe se ci fosse una persona che sappia quello che è giusto e quello che è sbagliato?
Non saremmo più umani..e di conseguenza,esistono vari punti di vista,vari opinioni..
V A R I A R E
[In photo martina by me]

lunedì 12 aprile 2010

...


Le sembrava di avere frammenti di vetro nei polmoni..
..come se dentro di lei si fosse rotto qualcosa..





[In photo "bicchiere di carta" by me]

sabato 13 marzo 2010

Mezzi nuovi,temi nuovi



Il tema non è l'oggetto,è l'unità nuova,il lirismo che scaturisce interamente dai mezzi.

Il pittore pensa in termini di forme e di colori.

Lo scopo non è la ricostruzione di un fatto aneddotico,bensì la costruzione di un fatto pittorico.La pittura è un modo di rappresentare.

Non bisogna imitare ciò che si vuol creare.Non si imita l'apparenza,l'apparenza è il risultato.
Affinchè l'imitazione sia pura,lapittura deve prescindere dalle apparenze.

Lavorare dal vero significa improvvisare.

I sensi deformano,lo spirito forma.
Lavorare per perfezionare lo spirito.

Non vi è certezza se non in ciò che concepisce lo spirito.

Amo la regola che corregge l'emozione.

L'emozione non deve tradursi mediante un tremito emotivo.
Essa non si regola nè si limita.
Essa è il seme,l'opera il suo schiudersi.

Non solo nell'arte tutto questo.
In tutto quello che facciamo,queste parole rispecchiano l'accaduto.


[Alcune parole di Braque-In photo,la tela realizzata da me,Giusy ed Elena-Post dedicato a Marco e Martina]



lunedì 22 febbraio 2010

La signora della neve



Minokichi le raccontò tutto ciò che successe quella notte, di molti anni fa, della morte di Mosaku e della donna bianca. “Non ho mai capito se ciò che vidi anni fa, fosse solo un sogno, o se quella che vidi fosse la Signora della Neve.” O-Yuki, si avvicinò come una furia al marito, lasciando anche cadere una sedia, e con aria quasi furiosa gli disse: “Quella signora ero io, io! Yuki! Ti avevo anche detto di non parlar ad anima viva di quella notte, eppure tu lo hai fatto. Ora, io non ti ucciderò, non per il momento almeno, non lo faccio per i nostri figli, ma da ora in avanti dovrai occuparti di loro e dargli tutto l’amore che puoi, perché se anche uno solo di loro si lamenterà di te, allora ti ucciderò!”
Dopo che ebbe urlato ciò, sparì, dissolvendosi in una nebbia bianca luminosa, che si sollevò, uscendo oltre al camino. Nessuno rivide mai più O-Yuki.

Siamo abituati a tagliare ed incollare,ritagliare e reincollare ancora le persone dalla nostra vita.
Come un collage di esperienza,parole ed opinioni e gente.

Caos di via vai di quelche è,è stato e sarà.

Caos di sussurri vitali e apostrofi neri sulle i dell'ignoto.

Di quel che non ci accorgiamo che accada,di quel che vorremmo accadesse.

Non nasciamo sapendo già quel che dobbiamo fare,non nasciamo e siamo già pronti ad amare e a voler bene,a sbagliare o a dire che è giusto.


La vita è una rete urbana scandita da attimi,essenziali o meno.
Le automibili e altri mezzi di trasporto sono le persone.
Le vie sono le scelte da percorrere.
Voglio perdermi in queste città e scoprirne ogni particolare..

Bello come una mitologia giapponese possa intersecarsi e fondersi con la realtà occidentale.
Come un puzzle.

[Post dedicato ad una cara amica,In photo Martina by me]

giovedì 21 gennaio 2010

Solo parole

La nostra inutile discussione proseguì all'infinito.
Fintanto che mi ritrovai ad essere l'unica dei due a contestare.Rispondevo da sola alle mie domande,proprio come se stessi litigando con me stessa.
Che sofferenza,mi dissi in cuor mio stranamente calma.
Questo non vuol dire discutere di un problema,ormai hai già deciso no?
Avrei voluto uno scontro più violento,arrivare a non sapere cosa fare e di perdere un pò di tempo per riflettere.Ma se questo era quello che lui aveva deciso,a me non restava più niente da dire.
Chissà perchè il mio compagno non si era nemmeno chiesto se la sofferenza non fosse maggiore,per chi,senza cadere malato o scoppiare in lacrime,continuava ad avere appetito,a uscire e a vedere gli amici.Io ero semplicemente pazza di lui,e senza rendermene conto ormai mi aggrappavo con tutte le mie forze ai miei sentimenti e alla mia condizione.Era stato tutto molto divertente,niente di più,proprio come quando in primavera soffia il vento tiepido e con la punta del naso ti godi i suoi profumi dolci,oppure come quando in inverno ti senti felice a stare seduta davanti ai termosifoni con le ginocchia bollenti.
Io mi ero immersa in quella vita di coppia,in quella grande storia d'amore senza futuro in cui giorno dopo giorno si accumulavano leggeri ricordi quotidiani privi del peso della realtà.
A dire la verità,sapevo che stavo perdendo,istante dopo istante,qualcosa di molto importante.Per esempio il tempo per me stessa e la lucidità del giudizio.Ero certa che non avrebbe mai potuto immaginare il livello di depressione in cui mi trovavo.
Tuttavia non lo odiavo.Sapevo che,anche se avessi provato rancora,non avrei risolto niente:la situazione attuale non era altro che lo sviluppo degli eventi.Qualunque fosse stata la giustificazione che avessi cercato,nulla sarebbe cambiato.Ma tra quelle pareti carice di ricordi,capivo che stavo dissolvendomi poco alla volta,ero ormai sul punto di diventare uno spettro del mio passato.
Non riuscivo a credere che fosse possibile indebolirsi al tal punto per una delusione d'amore.
Smarrita all'interno di quella vita passata,capii che così facendo non ce l'avri fatta più ad uscirne.
Mi sforzavo con tutta me stessa di far finta di niente,ma ormai non appartenevo più allo spazio che mi circondava.

[Parole tratte da "L'abito di piume" di Banana Yoshimoto,libro sembrato scritto dal mio stato attuale]

martedì 24 novembre 2009

Fumo denso.


Mi ritrovo distesa col naso all'insù,che scruto con parsimonia il soffitto.

E' dipinto omogeneamente di un giallo tenue,e intanto i miei occhi,non smettono di fissarlo. Non è per niente particolare,non ha un disegno,solo pittura di unica tinta,passata col rullo,facendo sempre lo stesso movimento. Eppure lo guardo,come se fosse l'opera darte migliore al mondo. Forse perchè,quel colore,quella piattezza,ricorda il mio stato d'animo.

Nessuno sbocco,ma tanta staticità.
Però ora mi manca dopo tutto questo tempo,quel fumo che mi faceva intossicare i polmoni,di tutta quella gente attorno che aspirava un tiro di sigaretta e buttava tutto fuori..e vedere quella nuvoletta gassosa rigorosamente bianca o grigiastra.
Ma perchè,penso,la nuvoletta non può essere blu,verde,rossa o viola?
Non mi basta la classica risposta scentifica,che mi possa spiegare i componenti del gas o di tutte ste robe qua..Non mi basta studiare lo spettro luminoso e i colori monocromatici.
Vorrei poter andare ad invertire,a sconfinare,la dove non si fa quotidianamente.

La condensa mi da alla testa,diventa tutto umido,e mi alzo dal letto.
Indosso le pantofole e vado in cucina a bere un bicchiere di latte senza zucchero.
I miei occhi diventano lucidi,ma no per il fumo,ma per la commozzione di sapere che quella staticità non risiede più in me.Di essere in un certo qual modo rinata dal profondo.
Non sarò più un colore matto,ma plastico.


Diciamo che forse,questo mio estro,sta un pò in tutti.
Però alla fine,chi non ci pensa non sarebbe vivo.

[In photo,imaggine creata interamente da me]

martedì 3 novembre 2009

Io non ho paura



E non mi rifaccio al romanzo di Niccolò Ammaniti. E' stato d'ispirazione solo il titolo.D'altronde a chi vogliamo imbrogliare. Chi è che non ha paura?
Io non ho paura di nascere.
Io non ho paura di crescere con una madre che potrebbe essere una quindicenne senza un compagno accanto.
Io non ho paura di vedere mia madre che cresce insieme a me,e trova un ragazzo che la tratta male e la picchia.
Io non ho paura di andare alle elementari,sapendo che all'uscita vedrò mia madre piena di lividi.
Io non ho paura di passare dal bagno e sentire i pianti di mia madre di nascosto.
Io non ho paura di affrontare un contesto scolastico dove non mi accettano perchè non mi posso permettere un vestito firmato,e perchè non ho un bel corpo,sempre perchè tutto questo è quello che la società vuole.
Io non ho paura di denunciare chi maltrattatta mia madre,e magari di avere ripercussione anche io in prima persona.
Io non ho paura di non potermi permettere i libri scolastici e tutto il resto del materiale scolastico,e vedere mia madre che si strugge per questo.
Io non ho paura di essere portata via da mia madre dagli assistenti sociali.
Io non ho paura,di completare gli studi,ed essere mandata a studiare lontano,e non sapere come affronterà la vita mia madre senza di me.
Io non ho paura di vivere in uno stato con un governo che se ne va a puttane.


Purtroppo di questi casi ne esistono a molteplici. La colpa è dello stato,ma non solo. Anche del popolo che sa riempirsi la bocca di niente.Che dice di aiutare. Ma poi che fa?si rinchiude nelle casette,tanto il piatto caldo in tavola ce l'ha. E di quel che accada all'infuori,passa e non tocca nessuno.
Io non ho paura dei mostri.
Io non ho paura dei fantasmi.
Io non ho paura delle streghe.
Io non ho paura del buio.
Io non ho paura dell'uomo nero.
Io non ho paura dei ragni.
Io non ho paura degli insetti.
Io non ho paura di qualsiasi tipo di animale domestico e non.
Io non ho paura dell'altezza.
Io non ho paura delle persone.
Io non ho paura delle malattie.
Io non ho paura della morte.

Neanch'io ne ho,o almeno della maggior parte dellecose indicate.
Quello di cui ho paura,è se avessi vissuto una vita senza la mia famiglia,e le persone stupende dei miei amici.E c'è chi per essere anticonformista,dice che sta bene anche senza. Non m'interessa essere anticonformista nei sentimenti.
[Photo by deviantart]

mercoledì 7 ottobre 2009

L'arte im-pura


La sera scorsa,
mentre la mia temperatura corporea dopo tre lunghi estenuanti giorni si riduceva,
i miei occhi si soffermarono a seguire il programma "ChiambrettiNight".


Ad un certo punto un frase mi restò impressa nella mente,come un marchio infuocato impresso sulla pelle,come una fotografia su pellicola,ovvero sentì:"l'arte non è pura,ma se lo fosse non sarebbe arte".

All'inizio titubai sull'affermazione.Poi da lì,sviluppai un concetto tutto mio.Premetto che ancora nel campo artistico ho molto da imparare,sia per lo studio,che mie esperienze personali.Sarei ipocrita nel dire il contrario.


Ma per il momento mi piace pensare che l'arte è casta,ma no in quanto purezza allo stato grezzo,così come si trova un minerale dalla roccia,a livello primordiale,ma in quanto essendo così intrinseco di peccato,raggiunga quella stabilità di luce,d'innocenza,di sincerità e semplicità.
Non trovo nulla di più semplice dell'arte.

Alle volte ci si sofferma a guardare la complesita dei colori messi gli uni accanto agli altri,delle linee,a volte marcate,tratteggiate,sottili,osservare i chiaro scuri,la sinuosità della matita,del carboncino,della sanguigna,della tempera.
Ma stranamente,diventa tutto ovvio.
Non so dare un spiegazione tecnica o scentifica che sia,non so per quale strano fenomeno io riesca ad amare così fortemente l'arte.
Forse perchè un pò mi rappresenta.
O forse sono io a pretendere troppo nell'impersonificarmi in tale maestosità.

Sono fottutamente critica nei confronti dell'arte.
Non importa se sia un Picasso,se sia un opera di Giotto,di Michelangelo o Raffaello.
L'arte è artefice del nostro inconscio,e se si esprime un opera orrida,all'ora il tuo inconcio è proprio obrobioso.
Malgrado nei miei riguardi sia molto modesta ed umile,quando mi ritrovo davanti un opera,e devo giudicarla e dare un mio parere,la sono davvero impossibile.
Un altro mio difetto,ma che correggerò o no,non importa.
L'uomo non è un automa.
[Photo presa da deviantart]

lunedì 28 settembre 2009

La coerenza è come un abito che sta stretto


Come una doppia personalità.
Non si parla di un eroe,no. Si parla di un ragazzo,chiamato pazzo. Che sa parlare,ma non sa materializzare le parole che dice.

Immedesimo la persona come l'arco di una giornata,scandito da giorno e notte,causati da sole e luna.
Il giorno e la notte in fondo sono la stessa cosa,perchè siamo noi a stabilirne le azioni da svolgere,allora cambiano il significato,ma se ne invertissimo le attività,allora il giorno assumerebbe il ruolo della notte,e quello della notte del giorno.
E quindi avremmo il contrario dell'originale,di conseguenza la stessa identica fase di giornata.

Quindi credo che,il ragazzo pazzo,faccia in modo di costruirsi questa doppia vita,questa doppia irrazionalità,e si diverte così tanto,da perdere il contatto con la realtà,diventando incoerente.

L’incoerenza è una gran brutta piaga della vita umana.
Ma guardate intorno quanta ce n’è.

L’incoerenza di chi predica bene e razzola male, di chi non sa essere come è e si adatta a essere come la società vuole che sia.
L’incoerenza di chi smentisce continuamente i propri principi, di chi li cambia come le carte d’un gioco, di chi finisce col deriderli.

L'incoerenza è il movimento.
[In photo Giulia ed Ester,by me]

venerdì 18 settembre 2009

Metamorfosi annuale



Eccoli li,con quelli sguardi impauriti.Stanno tutti insieme malgrado non si conoscano,si guardano attorno,cercando un volto amico.Le loro espressioni sono tutte le stesse,sono spenti,soli e straniti.Vedono ragazzi che fumano,che saltano gli uni sugli altri,vedono sorridere,vedono abbracci,vedono baci.Tutto è un nuovo contesto,forse troppo per loro.Sono i ragazzi del primo,infreddoliti per via dell'assenza del sole del primo mattino e tremendamente assonati perchè ormai,in estate non siamo più.Si possono purtroppo già classificare.Le ragazzine sono utte uguali,suddivise in SceneQueen e in Truzze,entrambi mode,che hanno traviato la crescita di queste nuove generazioni,che vanno inesorabilmente a puttane.Gli guardo e mi rendo conto,che malgrado il mio aspetto in primo,io non ero in quel modo,come tutto il resto dei miei compagni eravamo e siamo completamente differenti fra di noi,ogugno ha la sua idea,il suo modo di vestire,di vivere,di esprimersiE mi rendo conto anche del fatto,come cambia la mentalità di anno in anno.

Sarò io che sono di "vecchio stampo".

Eppure quella loro insicurezza,quel loro infantilismo,è come quello che avevamo noi.
Questo per fortuna non cambia mai,no perchè mi piace vedere quei ragazzini imbranati e goderne di questo,ma perchè semplicemente è bello provare anche queste sensazioni e viverle! E poter ricordare un giorno,il primo approccio con la scuola superiore.Poter ridere di come si era e riflettere sul come si è diventati,notare la propria metamorfosi annuale. Inizialmente non ero partita con l'intenzione di scrivere un post sulla scuola,ma quei faccini mi sono rimasti talmente impressi,che le mie mani hanno iniziato a scrivere senza obbedire al mio cervello.
Sono semplici DIS-funzioni mentali.

Eppure ho visto gli alunni più grandi di me,per nulla cambiati,o forse sarà stato che sono troppo cambiata io,a volte chisà che pretendo!
Quest'anno c'è stata una mutazione netta.

I nostri coetanei sono i nemici,mentre i più grandi gli alleati.
La scuola è una grande battaglia,forse già persa,dato che vorremmo fare tanto per renderla migliore ma non ci riusciamo,ma pur sempre una dura lotta.
Esce vincitore,chi riesce a godersela come il culmine degli anni d'oro della nostra vita.

[Photo presa da Deviantart]

domenica 6 settembre 2009

E pioggia sia




Erano tre lunghissimi mesi di siccità,quando improvvisamente,lamentai della mancanza di una pioggia fresca in grado di rassicurare la mia mente,e farmi strada sulla via della serenità.
Ed invece,grossi goccioloni d'acqua quanto chicchi d'uva,si scagliarono leggiadramente sul mio viso,sulle mie braccia,sui miei capelli,sulla mia gonna,e l'amico mio che mi strillava accanto.Sta piovendo!
Ancora non lo avevo realizzato nitidamente,ma quella era davvero acqua.
Chiusi gli occhi e sperai "più forte!più forte!tuoni!lampi!" e tali parole,si concretizzarono,si materializzarono sotto i miei occhi.Mi sentii onnipotente.
Ma ciò,in mano ad un uomo,sarebbe la rovina.
Ebbi bisogno di muovermi dentro la pioggia,quasi come,dovessimo diventare una cosa sola,io e quell'acqua che non terminava più di scendere,e si faceva sempre più viva,sempre più intensa.
L'asfalto cominciò a profumare di bagnato.L'odore era sempre più martellante nella mia testa.
Incominciai a camminare,senza una meta,senza un perchè,come se non dovessi dare conto a nessun del perchè stessi passeggiando tutta bagnata in mezzo alla strada.I miei passi si facevano sempre più pesanti,e i brividi di freddo erano sempre più presenti.Ma continuavo ad andare dritto.

Sorrisi e pensai che finalmente il mio desiderio era stato realizzato,ne avevo bisogno,di depurarmi dai miei pensieri,sospiri,idee,rilfessioni,delusioni..
Non si fa questo tipicamente in una serata di pioggia estiva?
E poi,stare seduta sotto un balcone,senza dire una parola,e guardare sempre la stessa scena,guardare le goccie di pioggia,tutte le stesse,che cadono allo stesso modo,ma in punti diversi..così incredibilmente bella dalla misera vita..che poi noi,tanto diversi non siamo.




E dissi a Gianluca,ci scriverò un post.


[In photo,la pioggia sull'asfalto,by me]

domenica 23 agosto 2009

Cammino e vivo


Stavo camminando inconsapevole di quel che era e di quel che sarebbe stato,e ancora ciò di cui avrei sentito mancanza..


Volti,sorrisi,urla,uomini,donne,
bambini,gente che non rivedrò mai più,che camminavano così velocemente,senza neanche avere una meta fissa,o forse si,o magari semplicemente l'avrebbero trovata in futuro,camminando proprio come stavano facendo mentro incrociavo i loro sguardi..intensi..veri..



E camminando ancora,scoprì che l'amore per la libertà a volte rischia di scoppiarti tra le mani..e chi scrisse questo non aveva tutti i torti..


Ogni vicolo è essenziale,prendo ogni scorciatoia,ogni via,ogni viale,ogni piazza,ogni stradella..ma riconducono tutte nella strada principale,che inconfutabilmente riporta a quel pensiero che ci prefiggiamo,e che se a volte sembra svanire,per un motivo o l'altro torna sempre indietro..



Ed ora m'imbatto nel tunnel della paura!!o della semplice vita??Chissà,che in fondo non sia tutto irremediabilmente uno stupidissimo gioco..Vagandoci dentro,logorandomi il corpo,ecco che intravedo l'uscita,la fine di tutto,o l'inizio della fine..


[In photo le strade di Pisa by me]

domenica 16 agosto 2009

La favola vegetale di Jhon Titor


In una favola,vegetale,ti ritroverò oh no?
Caro Carl..
Illusioni curate a rincorrere le fragole,dove ogni sospiro è un desiderio.
Vedrò ogni istante,ogni istante è una favola vegetale.

In una favola vegetale ti rivedrò caro Carl.
paralleli,mondi fatati a rincorrere nuvole,la dove ogni sussurro,
ogni sussurro è un lungo viaggio.
Ogni istante,ogni istante è una favola vegetale.

Stelle malate,corrompono i ritmi viventi,
investono il cosmo storico,ma la tua biologia,è approssimativa,
come,l'ambigua aspirazione di salvezza.

Asteroidi asessuati dipingono traettorie,inversamente proporzionali alle cronache umane.
Mala tua biologiaè approssimativa,come l'insana abitudine di attitunismo.

Una pseudo promessa incasinerà l'universo intero.

[Un grazie ai "Radiochimia",e a Jean Bailly in photo]


sabato 8 agosto 2009

Saggio è colui che sa dominare la collera



Adirarsi è facile. Ma farlo con chi si deve, nella misura giusta, al momento opportuno, con lo scopo e nel modo convenienti, non è da tutti né facile. Ed è per questo che il farlo bene è cosa rara, degna di lode e bella.Sull’impulsività e sullo spontaneismo, sulle ondate di parole vomitate e laide, sotto l’influsso di una collera informe e bruta, su questo è bene riflettere. Viviamo in tempi che hanno osannato il diritto di lasciarsi andare alle emozioni e all’espressione di ogni moto dell’animo, con picchi di furore che trovano nel mezzo televisivo l’amplificazione più destruente. Assistiamo allora ad un’espressione di collera non filtrata dall’intelligenza e dall’educazione, né dal senso del tempo e della misura.Nella collera tutto va a mille: e il pensiero confuso porta fuori strada, e dalla parte del torto assoluto, l’uomo che si faccia dominare dal proprio istinto più cieco. Non a caso letto come vizio.
Ancora una volta, ecco un apprendimento al saper vivere che dovrebbe iniziare con il caffelatte, fin dai primi anni di vita, quando cresce in noi anche il senso etico della vita. E allora potremmo dire che esiste nell’adirarsi una dimensione etica: cui si può attingere solo se l’emozione abbia decantato tutte le proprie impurità istintuali e sia forza pura e passione limpida, al servizio di una causa che meriti la nostra energia e il nostro cuore.

La collera a volte pervade l'animo,che puro non è stato mai..
La collera c'è,e si tiene dentro,fino ad un certo punto,perchè poi esplode,e tutto in una volta fa male.
La collera non è giusta,ma tanto meno sbagliata..forse..
La collera,la collera,la collera!
Sono in collera,ma evito di dimostrarlo,saprò trovare un appiglio,uno sfogo.

[Photo presa su deviantart]

mercoledì 5 agosto 2009

E loro lo sapevano bene


Un volo di fantasia su un campo spazzato dal vento

Restando in piedi i miei sensi annaspano
Un'attrazione fatale m'afferra improvvisa,
Come posso sfuggire a questa stretta irresistibile?
Non posso levare i miei occhi dal cerchio dei cieli
Ammutolito e contorto solo un terrestre,io.

Un'anima in tensione che stà imparando a volare
Condizioni che impediscono di volare
Ma determinato a provare

Tra le nubi vedo la mia ombra volare
Fuori dall'angolo della mia vista lacrimante
Un sogno non minacciato dalla luce del giorno
Potresti soffiare quest'anima oltre il cielo notturno
Non c'è sensazione paragonabile a questa
Animazione sospesa, stato di gioia
In fondo non avevano tutti i torti.

[Traduzione "Learning to fly"-in Photo i Pink Floyd]

martedì 4 agosto 2009

Piccolina




Piccolina e fiduciosa,nel suo palazzo tutta timorosa,sussurava alla badante,quanto ammaliante fosse quell'istante.

Piccolina e agitata,con il cuore in mano e tutta sudata,aspettava piano piano,quell'amore tanto profano.

Piccolina e contenta,osservava da dietro la tenda,quanto fosse ecclatante,il suo regno protestante.

Piccolina e delusa,nelle segrete si è rinchiusa,coll'animo trafitto,che sembra ormai un relitto,ingeriva la saliva,senza più forza di affrontare una vita.

Sali ancora, sali le scale, e stai attenta a non inciampare,piccolina e straziata,non sarai più tanto amata.
I tuoi peccati li hai compiuti,con motivi sconosciuti,certi gesti tu li hai fatti,e non cascherai più a ricatti.

Sali ancora sali le scale,e vedrai il tuo mondo sfumare,come la scia del tuo abito azzurro,tutto il resto è un pò fasullo.
Non piangere,non star male,perchè tutto potrà cambiare.
Non c'è meglio del perdonare,e magari anche di amare.

[Photo by Tim Walker]

sabato 1 agosto 2009

Manca.


Ripensandoci quel breve momento è diventato per me prezioso ed unico.
Quando lo ricordo,vengo presa da una sensazione indefinibile.
Come un miraggio parso all'improvviso,quel giorno sembra perdere ogni realtà.Ripenso con struggente nostaglia alle ore trasparenti passate insieme,noi due da soli.Credo sia stata una fortuna aver potuto condividere con lui quello spazio che era nato tra le fessure del tempo grazie a circostanze del tutto casuali.Ricordo tutto perfettamente.E manca.Manca orrendamente.Mi manca,ma non rimpiango nulla anzi.Ancora adesso,malgrado i tentativi di fuga,malgrado i vari appigli,le mie vare storie sentimentali,non c'è niente,che mi distragga dal quel 29 giugno del 2008,assolutamente niente.Manca,ma non rimpiango.Manca ma non rinnego.Manca ma non vado avanti.Tutto è staticamente fermo,come se non ne valesse la pena affrontare un futuro senza una persona che ho perso.Manca ancora.Manca e non torna.Manca quella foga,quella voglia,quell'appagarsi l'uno con la bocca dell'altro.Manca e si allontana sempre più.Manca ed è indifferente.Manca.

mercoledì 29 luglio 2009

Il sapere di non sapere


Socrate affermava di sapere di non sapere.
Affermava che il motivo è collegato ad un responso ricevuto dall'oracolo di Delfi,secondo il quale era lui il più sapiente.Aveva compreso infatti che la sapienza umana è poca cosa,e che il vero sapiente non si trova fra gli uomino,in quanto la sapienza è un possesso divino.
Socrate si sentiva investito di una missione divina,ovvero quella di esortare l'uomo dalla virtù.
Liberare l'uomo dalle illusioni che lo ingannano e a prendersi cura di tutto tranne di ciò di cui dovrebbe prendersena davvero,ossia la propria anima.Lo strumento che Socrate utilizzò per compiere questa sua "missione" ,di liberare l'anima dagli inganni,dagli errori dalla falsa conoscenza,fu la sua dialettica confutatoria.Il suo valore morale traspariva attraverso l'ironia.

C’è un nesso strutturale tra le motivazioni per cui Socrate non ha scritto nulla ed il metodo adottato nello svolgere il suo ruolo di filosofo nei confronti della comunità. La tesi secondo la quale "Socrate non ha scritto nulla perché dichiarava di non sapere nulla", e cioè per non cadere in contraddizione con se stesso è riduttiva.
La grandezza di Socrate risiede nel fatto che egli in qualche modo comprese ciò che accadeva, si accorse che maturava l'esigenza di un nuovo modo di esprimersi, e si inserì in questo processo con il metodo della sua dialettica. Non a caso il ritmo martellante della dialettica socratica, nel disturbare gli interlocutori interrompendoli e tempestandoli di domande ed osservazioni, stimolava l’altrui coscienza a smettere di ragionare attraverso immagini poetiche fini a se stesse, per indurla a pensare astrattamente, in modo tale che potessero fornire precise spiegazioni razionali delle affermazioni da loro fatte.
Il merito maggiore da attribuire a Socrate è proprio quello di aver introdotto nel mondo occidentale l'identificazione dell'essenza dell'uomo con la sua anima,intesa come intelligenza o capacità di intendere e volere secondo coscienza, facendo assumere alla stessa quel significato destinato a rimanere pressoché immutato fino ad oggi. Egli non si occupò di physis, come avevano fatto praticamente tutti i filosofi prima di lui, poiché dunque mirava molto più in alto, in quanto provò a fornire una risposta al grande enigma avanzato dal motto apollineo:conosci te stesso.
La risposta di Socrate è "l’uomo è la sua anima ed il prendersi cura della medesima rappresenta il fine più alto cui debba aspirare". Ma perché l'uomo possa prendersi cura della propria anima deve poter operare in vita le giuste decisioni, e per farlo deve possedere una conoscenza del bene, sulla base della quale giudica e decide. Per Socrate la conoscenza del bene si identifica con la virtù (areté) ed il suo opposto è l'ignoranza, collegata invece al vizio. Pertanto colui che possiede una conoscenza del bene, cioè sa cosa è giusto per sé, per la propria anima, è un uomo virtuoso.
vizi di cui parla Socrate comprendono l'attaccamento dell'uomo a tutto ciò che non è anima, cioè i beni ed i valori esteriori e materiali, che avevano fino ad allora costituito la "tavola dei valori" del mondo greco. Socrate ribaltò questa tavola, affermando che la loro bontà e la loro utilità era subordinata alla conoscenza.
[In photo"La scuola di socrate"]

lunedì 27 luglio 2009

Ah!Le parole di Sofocle!



« Molte sono le cose incredibili, ma nessuna è più incredibile dell’uomo. »
è così che diceva sofocle..

I suoi eroi erano immersi in un mondo di contraddizioni insanabili, di conflitti con forze inevitabilmente destinate a travolgerli.
Accentuazione dell'umanità dei personaggi, che avevano tutti in sé qualcosa di guasto, una tabe fisica e psichica.
Un pò la vita surruela ma materiale attuale.
Pur essendo tragedie,antiche..non sono poi lontane dalla civiltà di adesso,dall'uomo di adesso.
Cambiano gli anni ma l'uomo a quanto pare sembra non cambiare mai.

«la sorte migliore è non nascere»
diceva il coro nella tragedia "Edipo a Colono"

Iniziò da qui,una riflessione sulla condizione dell'uomo,attuale anche nell'età contemporanea.Maledettamente onnipresente.

[In photo "Edipo e la sfinge"]



giovedì 2 luglio 2009

Amnesia


Ultimamento m'impongo domande esistenziali,che coinvolgono il tutto.Tutto riferito in quanto quello che ci attornia,che 24 ore su 24 è presente nella nostra esistenza.Di come pensiamo che tutto questo sia normale,e scontato.Ma tutto questo normale non è invece,e quindi mi chiedo:perchè? Poi ad un tratto batto la testa,perdo i sensi e mi risveglio,non ricordo più nulla.Niente ha un senso,niente ha un significato,ma in tale maniera mi rendo conto,che neanche prima ci fosse così tanta logica.
La mia mente è una nube,una nube rossa,che odora di quell'erba bagnata,una fragranza che mi da alla testa,e mi provoca le vertigini.Quel rosso è sfumato su un rosa forte,deciso,come il lampo che s'intravede da quella densità di gas e condenza.Sembra quasi un quadro..e sorrido..la natura è talmente perfetta..quanto orribile,a volte,che sa manifestarsi con tanta rabbia da distruggere tutto ciò che la accosta..così..con la stessa ferocia di un uomo..amnesia..forse..Ma potrebbe essere anche un impercettibile sensibilità,la sensibilità che sta negl occhi di chi ama,no qualcuno o qualcosa in specifico,ma che sappia il vero significato della parola in se stessa..A volte basterebbe solo sedersi e restare a guardare,e vedere quel che ci sfugge quotidinamente,perdendo ogni singolo istante,e magari quello più bello della nostra via..